Ragioni di una mostra

Tra i principali obiettivi dell’Associazione Palazzo Nicolosio Lomellinovi è il perseguimento di una attività espositiva rivolta al panorama artistico della città di Genova, con particolare attenzione ai protagonisti attivi, nel corso dei secoli, nella sede di Strada Nuova. In una consolidata linea di continuità – che ha visto, in anni recenti, il susseguirsi di mostre monografiche (Luca Giordano 2009; Domenico Piola 2017; Bernardo Strozzi 2019) ad approfondimenti su specifici temi (ad esempio, Il Salotto del Cavalier Tempesta 2018) – questo evento focalizza per la prima volta l’attenzione sulla complessità della committenza. 

Acquistato da Nicolosio Lomellino alla metà del Cinquecento, il palazzo divenne dimora di cinque diverse famiglie genovesi che – succedendosi nel tempo – influirono direttamente sulle scelte degli artisti, sugli sviluppi decorativi, sui temi iconografici e gli ampliamenti architettonici dell’edificio. Alla fase cinquecentesca, che vide la genesi del palazzo e la straordinaria decorazione a stucco di Marcello Sparzo, seguì il momento del grande affresco di Bernardo Strozzi, voluto dal nuovo proprietario Luigi Centurione nel primo ventennio del Seicento. In seguito, il passaggio di proprietà alla famiglia Pallavicini nel 1711 diede avvio a una trasformazione significativa dell’edificio, con il coinvolgimento di artisti di rilievo quali Marcantonio Franceschini, Giacomo Antonio Boni e Domenico Parodi, artefice tra l’altro dello scenografico ninfeo. 

Anche le fasi ottocentesche risultano di notevole interesse, dapprima con il passaggio alla Marchesa Caterina Pallavicini Raggio – figura di rilievo nel panorama cittadino, alla quale il grande Niccolò Paganini dedicò una composizione – e, quindi, con l’acquisto del palazzo da parte del Barone Andrea Podestà, sindaco della Genova postunitaria. Quest’ultimo si fece artefice di significativi interventi architettonici – come le modifiche al collegamento col vicino Palazzo Tursi – ma anche promotore di grandiosi eventi che coinvolsero direttamente la dimora, come la festa per il matrimonio di Umberto e Margherita di Savoia (1868) o la celebrazione del centenario colombiano del 1892. Cinque famiglie, dunque, che con le loro articolate vicende segnarono profondamente la storia di Palazzo Lomellino di Strada Nuova.

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