Dal 10 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027
A cura di Daniele Sanguineti
Con la collaborazione di Marzia Cataldi Gallo e Loredana Pessa
Per la prima volta una mostra racconta un doppio e affascinante percorso, attraverso la presentazione del maggior ritrattista attivo a Genova a metà Seicento, Giovanni Bernardo Carbone (1616-1683).
Da un lato è proposta la parabola artistica di un pittore che seppe indirizzare la committenza genovese verso una tipologia ritrattistica di alto livello, basata sulle attese di una generazione di nobili abituati, già dagli anni Venti, a rapportarsi con il celebre fiammingo Anton Van Dyck; dall’altro è verificabile l’evoluzione della moda, soprattutto femminile, in un momento di progressivo passaggio dall’austera foggia spagnola all’entusiastica accoglienza dei più flessuosi e decorativi modelli francesi, per altro contemporaneamente diffusi in gran parte dell’Europa.
Carbone, allievo di Giovanni Andrea De Ferrari, avviò la sua attività all’inizio degli anni Quaranta e trovò congeniale una specializzazione nel genere del ritratto, pur essendo conosciuto e stimato, progressivamente, anche come pittore di pale d’altare e dipinti sacri per quadrerie. Coltivato al naturalismo, che aveva contraddistinto la scuola pittorica genovese grazie soprattutto a Bernardo Strozzi – di cui De Ferrari fu allievo –, al fiammingo Jan Roos – collaboratore di Van Dyck a Genova – e a Domenico Fiasella – interessato a una più pacata declinazione del vero –, egli non concepì mai una figura umana privandola della connotazione ritrattistica, come dimostrano i dipinti sacri.
Una permanenza a Venezia, successivamente al 1652 ed entro il 1658, permise a Carbone di visionare direttamente le opere che Strozzi dipinse in Laguna e i testi pittorici realizzati dai grandi ritrattisti del Rinascimento veneziano, Tiziano e Tintoretto.
Dagli anni Sessanta Carbone intensificò la sua attività, proprio in un momento in cui venne potenziata l’attenzione verso fogge francesi sia per le dame sia per i piccoli figli maschi della nobiltà e il ritratto conobbe una maggior fortuna in parte giustificata anche dalla sconcertante ondata pestilenziale del biennio 1656-1657.
Risultano invece più scarsi i testi figurativi riferibili agli anni Settanta, quando Carbone rallentò il lavoro per problemi di salute e quando fu affiancato da un valido allievo, Nicolò Maria Vaccaro, il cui percorso autonomo si avviò dal decennio successivo.
Preziosi abiti confezionati con stoffe pregiate, magnifiche parure di gioielli, virtuosistici merletti – esemplificati in mostra attraverso rari esemplari – ed elaborate acconciature prendono vita al tocco di un pennello in grado di annullare la distanza cronologica che ci separa da queste persone e dal loro magnifico contesto. L’acme è costituita dalla capacità di resa espressionistica conferita ai volti, mai congelati in uno stereotipo ma animati dal reale temperamento del ritrattato, la cui essenza è colta dal pittore tramite la vivacità dello sguardo.
Attraverso l’eleganza seriosa del total black maschile di stampo spagnolo, caratterizzato da modifiche più lente, e la lussuosa complessità delle svariate mise femminili, sempre in evoluzione, sfilano, in queste sale espositive, i Genovesi in posa riflessi nello specchio del tempo.
Orari
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Lunedì |
Chiuso* |
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Martedì |
Chiuso* |
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Mercoledì |
Chiuso* |
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Giovedì |
15.00 – 18.00 |
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Venerdì |
15.00 – 18.00 |
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Sabato |
10.00 – 18.00 |
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Domenica |
10.00 – 18.00 |
* Da lunedì a mercoledì aperto per gruppi e scuole solo su prenotazione
Biglietti
Intero: 13,00 €
Ridotto (gruppi e convenzioni): 11,00 €
Studenti e insegnanti: 9,00 €
Info e prenotazioni
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+39 393 8246228
