Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco

Artista di area bergamasca (Crema 1525/26 - Madrid 1569) variamente attivo a Genova nella prima metà del Cinquecento, inizia la sua formazione nella cittadina di Crema presso lo zio pittore Vincenzo Civerchio.

Nelle sue prime esperienze sicuramente ha contatti con le opere bergamasche del Lotto, maturando poi un proprio indirizzo stilistico dopo un soggiorno romano intorno al 1545, sotto protezione dell'importante committente genovese Tobia Pallavicino. Per quest'ultimo il Bergamasco progetterà, tra gli anni '50 e '60 del secolo, il palazzo di città in Strada Nuova (attuale sede della Camera di Commercio), occupandosi anche degli affreschi e dell'intero apparato decorativo.

Tra il 1560 e il 1562 progetta la facciata del palazzo di Vincenzo Imperiale, percorsa da una ricca e aggettante decorazione in stucco, che si pone quale diretto precedente di quella disegnata poi per il Palazzo Lomellino.
Qui lo troviamo impegnato dal 1563, mentre nel 1566 esegue gli affreschi per il palazzo di Baldassarre Lomellino, anch'esso in Strada Nuova. In questi anni di intensissima attività lavora, in collaborazione o a gara con il Cambiaso, negli ornati della chiesa gentilizia di San Matteo.

Del 1560 è il progetto per il portale del palazzo di Tomaso Spinola in salita Santa Caterina, e forse anche per lo splendido prospetto di questa dimora, nel quale, ad una chiara scansione delle superfici, si sovrappongono ricchissimi elementi di ornato, festoni di frutti ed erme, nel più puro gusto manierista.

Nel settembre del 1567 Filippo II lo nomina pittore e architetto di corte; l'artista si trasferisce in Spagna nel corso dello stesso anno, e già nel luglio presenta al re Filippo un progetto per lo scalone di El Escorial.

Il 3 giugno del 1569 l'architetto improvvisamente muore a Madrid.