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Palazzo

Architettura

La struttura architettonica e la semplice distribuzione degli spazi interni sono state lette come caratteristiche emblematiche dello stile del Bergamasco, al quale il Poleggi ha affiancato, in qualità di capo d'opera nella direzione dei lavori, l'architetto camerale Bernardino Cantone. E' a quest'ultimo che si riconoscono, fra l'altro, il progetto e la supervisione dei lavori di Strada Nuova, per la cui ideazione non si esclude un possibile coinvolgimento dell'architetto perugino Galeazzo Alessi.

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Associazione

Presidente: Matteo Bruzzo, 

Vicepresidente: Giovanni Battista Crosa di Vergagni, 

Soci fondatori: Elena Bruzzo Roasenda, Giacomo Bruzzo jr., Luigi Croce, Carlo Croce, Marcello Mari, Giorgio Mezzadri, Corrado Papone, Max Rabino Anzi.

Si ringraziano con calorosa riconoscenza tutte le persone e le istituzioni che hanno contribuito a far avviare, procedere e concludere i lavori di restauro del palazzo.

 

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Atrio

Varcato l'ampio portone, si apre un atrio di forma ovale, nei cui lati brevi sono ricavate quattro piccole esedre, decorate a cassettoni. Tra un'esedra e l'altra compaiono coppie di erme ioniche, alternate a riquadri sormontati da un piccolo obelisco.

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Facciata

La facciata del Palazzo si offre come quinta scenica che introduce e invita il visitatore. È stata ipotizzata una completa identità di ideazione tra interni ed esterni e la critica ha ricondotto anche il progetto della facciata, animata da stucchi e rilievi antropomorfi alternati a vuoti che ne accentuano la vibrazione 'pittorica', al genio del Bergamasco: festoni, ghirlande di frutti, mascheroni, erme, arpie, lembi di stoffa, trionfi, e rilievi all'antica rivestono il prospetto che si affaccia su Strada Nuova, animandolo e umanizzandolo allo stesso tempo.

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Giardino

Il giardino, fin dalle sue origini sviluppato 'in costa' su diversi livelli scalati sul fianco della collina di Castelletto, subì nel corso del settecento, insieme al Palazzo, una sostanziale modifica al piano del cortile e del primo terrazzamento.

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Ninfeo

Lo scenografico ninfeo conclude l'asse di raccordo disegnato tra atrio, androne e cortile. Questa tipologia di 'fonte rustica'testimonia l'evoluzione del gusto locale, che nel corso del XVII secolo trasforma le tradizionali grotte artificiali cinquecentesche in aperti ninfei prospettanti sugli spazi naturali.

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Storia

Il Palazzo venne edificato per volontà di Nicolosio Lomellino tra il 1563 e il 1569 circa, su progetto dell'architetto lombardo Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco.

Nel 1550, per rispondere all'esigenza di alcune famiglie aristocratiche genovesi, venne disegnato un nuovo asse viario - l'odierna Via Garibaldi - per congiungere il centro medievale e le aree a levante, dando vita così ad un nuovo quartiere di magnificenza.

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Strada Nuova

L'antica "Strada Nuova dei Palazzi" nacque per precisa volontà delle aristocratiche famiglie genovesi che, alla metà circa del Cinquecento, vollero di fatto costituire un proprio quartiere di magnificenza.

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Visita virtuale

Presto disponibile

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 L'oro e la fede: genovesi tra Quattro e Cinquecento. (Gabriella Airaldi)

 "Sola fides sufficit" : i Centurione e la scoperta del Nuovo Mondo. (Francesca Boschieri Centurione)

 Un palazzo tra città e natura. (Lauro Magnani)

 Nicolosio Lomellino primo committente. (Ennio Poleggi)

 La decorazione a stucco. (Elena Parma)

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