Relazione finale mostra "Domenico Piola"

Progetto di curatela

Domenico Piola 1628-1703. Percorsi di pittura barocca si è rivelato un progetto espositivo prezioso e vincente al fine di valorizzare, a più livelli, il protagonista del secondo Seicento genovese. Innanzitutto il progetto ha costituito, di fatto, la prima presentazione monografica dedicata al pittore, la cui complessità aveva dissuaso ogni precedente tentativo di approccio nonostante la disponibilità di molti studi, dai testi sulla grande decorazione di Ezia Gavazza al volume monografico sull’artista dovuto a Daniele Sanguineti. Proprio Sanguineti, curatore della mostra, ha ideato in questa occasione un progetto articolato che potesse dar conto dell’ampia gamma di problemi sottesi allo studio del pittore e che, nel contempo, tenesse conto della fruibilità del grande pubblico. Piola, dopo un periodo formativo all’insegna di una spiccata sperimentazione messa in atto sugli stimoli ricevuti dal primo maestro, il fratello Pellegro, e dall’innovativo Valerio Castello, avviò una prima produzione caratterizzata da un linguaggio nuovissimo pur geneticamente radicato sulle suggestioni di Giulio Cesare Procaccini, Rubens, Van Dyck e Grechetto. Dalla fine del decennio mediano ottenne, anche a causa della precoce morte del Castello e dal cambio generazionale imposto dalla pestilenza del 1656-57, il monopolio delle arti in città, imponendosi come il più aggiornato pittore in grado di produrre straordinari cicli ad affresco, coinvolgenti pale d’altare e straordinari dipinti per le quadrerie nobiliari, elaborati, a volte, in collaborazione con il cognato Stefano Camogli, specializzato nei brani di natura morta. La propensione di Piola verso la progettazione grafica costituì il campo privilegiato per impostare una collaborazione con gli artefici dei più articolati settori artistici, scultori, argentieri, intagliatori, stuccatori e ricamatori. Dagli anni settanta del secolo fino alla morte, Domenico Piola rinforzò una bottega assai articolata in grado di divulgare il suo linguaggio, nel frattempo diventato “dolce e soave” (come ricordava il biografo Carlo Giuseppe Ratti), grazie all’ausilio degli allievi e all’attenzione riservata da importanti committenti internazionali, tra i quali il mecenate Nicolò Maria Pallavicini di stanza a Roma.

 

Questi aspetti, e altri ancora, sono stati restituiti non solo attraverso la selezione di cinquanta dipinti, esposti nelle sale del Lomellino, ma anche tramite l’allestimento di un nucleo di grafica (circa cinquanta fogli, la maggior parte dei quali inediti) presentato in una sezione dei Musei Civici di Strada Nuova e al coinvolgimento di tutti i Musei della città, nei quali sono stati messi in risalto le opere piolesche di ciascuna collezione (Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, Palazzo del Principe, Museo Diocesano, Museo di Sant’Agostino, Pinacoteca dell’Accademia Ligustica). Due ulteriori sedi, solitamente non visitabili, hanno arricchito il progetto, ossia Palazzo San Giorgio, ospitante ab antiquo una pala civica di Piola, e Villa dello Zerbino, con i magnifici affreschi dipinti da Piola e da Gregorio de Ferrari.

L’assetto di ‘mostra diffusa’, a cui hanno contribuito anche gli itinerari nelle chiese cittadine, si è rivelato una metodologia del tutto adatta a dar conto di un pittore complesso come Piola, offrendo, per di più, il raggiungimento di un ulteriore obiettivo, quello della valorizzazione dei luoghi d’arte della città. 

Esposizione 

La mostra, pur tenendo conto della progressione cronologica del percorso artistico di Piola, si snodava, nei quattro saloni, lungo una serie di ‘percorsi di pittura barocca’, organizzati secondo suggestioni tematiche e richiamati in allestimento dalle titolazioni liberamente tratte dalla biografia che Carlo Giuseppe Ratti dedicò al pittore nel 1769.

1. Una maniera “di gran forza”: gli esordi

La prima attività di Domenico Piola si connota per caratteri di accentuazione espressiva, potenza narrativa e resa sapiente degli effetti di luce. Aprono la mostra i primi dipinti documentati del pittore, capaci di testimoniare la precocità nell’elaborazione di una propria cifra stilistica.

2. Omaggio ai ‘maestri’

Attraverso il confronto di opere recanti lo stesso soggetto e dipinte da artisti diversi, si chiariscono le coordinate di formazione di Domenico. Il tema della ‘Madonna con Gesù Bambino’ o della ‘Sacra Famiglia’ è trattato, con una certa coerenza evolutiva, da Giulio Cesare Procaccini, dal fratello maggiore e suo primo maestro Pellegro Piola, dal poco più anziano Valerio Castello e dallo stesso Domenico.

3. “Legato in amistà” con Pierre Puget e Filippo Parodi: Piola e la scultura

Quando, nel settimo decennio del secolo, si consolida il regime di monopolio esercitato da Domenico nel campo delle arti, il confronto con la scultura diventa serrato. L’arrivo a Genova dello scultore Pierre Puget, formato secondo il gusto berniniano, e i risultati dell’opera del conterraneo Filippo Parodi, orienteranno i rapporti pittura-scultura nel solco di un fruttuoso e arricchente scambio.

4. “Fu poi anche industrioso imitatore delle Opere del Castiglione”: le Natività

La dedizione con cui Domenico Piola studiò i dipinti di Giovanni Benedetto Castiglione lo condussero a irrobustire la pennellata e affinare gli elementi di costruzione del discorso pittorico. Il dialogo tra diverse Natività, rende evidente il debito di Piola nei confronti della produzione castiglionesca.

5. “Aveva il Piola un cognato per nome Stefano Camoggi”: il naturamortista di fiducia

Un ruolo significativo, nell’economia organizzativa della bottega di Domenico, fu quello svolto da Stefano Camogli. Per i fiori, frutti e fogliami presenti nelle proprie opere, Piola ricorse spesso alla pittura corposa e squillante di Stefano, artista capace di conferire agli oggetti rappresentati la vividezza di una sensazione tattile.

6. “Tavole da altare lavorate per le chiese ed oratorj”: il rinnovo della pala

“Signori sì, ne ho fatto forse troppe”. Così Domenico rispose alla domanda se fosse solito dipingere pale d’altare. Nell’accentuazione continua degli intrecci gestuali, nella calcolata interazione degli spazi e nel dinamismo dell’eloquenza visiva il pittore riuscì a definire un’efficace schema rappresentativo in grado di soddisfare i gusti e le aspettative della committenza.

7. Una maniera “tutta dolce e soave” per rappresentare “al vivo gli affetti”

Nella maturità, Domenico Piola addolcì il vigore compositivo dei primi anni in una maniera ben composta, libera e delicata. Si enfatizzano i panneggi, la stesura del colore diviene satura e profonda. L’attenzione delle composizioni riesce a cogliere magistralmente il momento apicale delle azioni narrate.

8. “I quadri poi che per le case di Genova lavorò il Piola son tanti da stancare qualunque penna”: la quadreria

La versatilità operativa del fare piolesco trovò facile applicazione nel rispondere alla domanda di quadri da interno per le dimore della nobiltà. Le tele prodotte per le quadrerie si impostano secondo formati standardizzati, ospitanti impaginati di forte effetto scenografico in cui i corpi delle figure, fortemente plastici, occupano l’intero campo della rappresentazione.

9. “Quadri da sala pel marchese Pallavicini”: la fama di Piola 

L’interesse manifestato nei confronti dell’opera di Piola dal raffinato collezionista Nicolò Maria Pallavicini, banchiere genovese residente a Roma e in stretto contatto con il pittore allora più importante della città, Carlo Maratti, testimonia quanto il genovese riscuotesse successo sul territorio nazionale e quanto, in anzianità, si adoperasse per adeguare il proprio linguaggio a un dettato di maggior compostezza formale e cromatica. Dell’Alessandro e la famiglia di Dario, opera tarda spedita a Roma nel 1695, l’artista realizzò due repliche, in questa sede per la prima volta esposte a confronto.

Programma di aperture al pubblico  

La mostra  é stata aperta per 76 gg con orario martedi/venerdi dalle 15.00 alle 18.00, sabato e domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura settimanale il lunedi) e  per  gruppi e scuole su richiesta extra orario. 

Si sono inoltre registrate alcune aperture straordinarie in concomitanza delle feste natalizie,  delle aperture consuete del palazzo (che ogni primo week end del mese offre l’opportunità di essere visitato oltreché al primo piano nobile anche in altri ambienti di pregio, compreso lo straordinario giardino segreto )  e con una  anteprima della Mostra dedicata a una raccolta fondi a totale favore  dell'Associazione Itaca. 

Azioni di promozione ed eventi 

Oltre alle puntuali azioni ideate e condotte in sinergia con l’Ufficio stampa, si sono studiate, progettate e svolte alcune attività collaterali, concepite come offerte gratuite utili a fornire momenti di approfondimento, che hanno visto un eccezionale riscontro di pubblico. 

In particolare, considerato il carattere diffuso dell’esposizione, si sono approntati eventi specifici per l’inaugurazione di alcune delle sezioni piolesche nelle sedi museali della città:

  • I Piola di Palazzo Reale (Museo di Palazzo Reale), a cura di L. Leoncini
  • Domenico Piola e la sua bottega nelle collezioni dell’Accademia Ligustica (Museo dell’Accademia Ligustica), a cura di G. Sommariva
  • Anna Maria Pallavicino e Gerolamo Doria a Palazzo Spinola di Pellicceria (Galleria Nazionale di Palazzo Spinola), a cura di F. Simonetti, G. Zanelli

Inoltre, nel corso del periodo di esposizione, sono state offerte le seguenti conferenze:

  • A nuovo splendore: il restauro degli affreschi di Valerio Castello (Museo di Sant’Agostino), a cura di A. Taddei, F. Boggero e M. Piatti
  • I dipinti di Domenico Piola e le celebrazioni per le nozze Doria Pamphilj del 1671: un percorso guidato a Villa del Principe (Palazzo del Principe), a cura di E. Spinoglio
  • Domenico Piola nella collezione del Museo Diocesano (Museo Diocesano), a cura di P. Martini
  • Domenico Piola, un maestro in Accademia (Muse dell’Accademia Ligustica), a cura di G. Sommariva
  • L’immagine della città a metà Seicento: Domenico Piola e la pala di San Giorgio (Palazzo San Giorgio), a cura di V. Borniotto

In collaborazione con lo Studio AG, si sono svolti laboratori didattici per le scuole, che hanno offerto un’ulteriore canale di presenze ed esperienze.

Il curatore ha promosso la mostra con varie conferenze in sedi esterne, tra cui Savona (Pinacoteca Civica) e Chiavari (Società Economica di Storia Patria).

Dal 14 al 16 dicembre si è svolto, inoltre, presso l’Aula Magna della Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova, il convegno internazionale, curato da Daniele Sanguineti, Domenico Piola e la sua bottega. Approfondimenti sulle arti nel secondo Seicento genovese, a cui hanno preso parte 33 relatori (direttori di museo italiani e stranieri, docenti universitari, funzionari di soprintendenza, dottorandi, giovani studiosi in corso di formazione presso l’ateneo genovese) con altrettante comunicazioni convogliate in una delle quattro sezioni scientifiche: La formazione, Il monopolio, La progettazione, L’eredità.

 

Si sottolinea inoltre che per l'edizione autunnale dei Rolli Days (organizzati dal Comune di Genova   nei giorni 14/15 ottobre 2017), la Mostra su Domenico Piola di Palazzo Lomellino (compresi  gli itinerari promossi in Città),  è stata scelta e promozionata quale percorso privilegiato (vedasi depliant a corredo). Inoltre anche la prima edizione dei Rolli di Capodanno (31/12) ci ha visti coinvolti con un buon successo di pubblico e visitatori. 

Pubblico di visitatori 

Il pubblico è stato vario (nazionale ed internazionale)  e molto trasversale: dai bambini coinvolti grazie ai laboratori didattici, agli studenti dell’Università frequentanti i corsi dell’anno accademico attuale  ( triennale, magistrale, scuola di specializzazione, dottorato) agli studenti dell’Università della Terza età.   Moltissime le associazioni culturali, non solo regionali, che hanno organizzato gruppi. Sono inoltre stati numerosi anche i visitatori  individuali che, soprattutto nel week end o in concomitanza con la visita settimanale  del Palazzo o dei Rolli Days  , hanno programmato una visita alla mostra. Il totale degli ingressi alla mostra ha superato le 4.000 presenze mentre oltre 15.000 persone hanno avuto accesso al palazzo.  

Pubblicazione e produzione di materiali informativi

Catalogo

La mostra è stata accompagnata da un catalogo di 224 pagine (Sagep Editori), a cura di Daniele Sanguineti, che aveva l’obiettivo di supportare scientificamente il taglio metodologico prescelto per l’esposizione, di schedare i dipinti presenti nella sede del Lomellino, i disegni presentati ai Musei di Strada Nuova e le opere dei nuclei pioleschi esibiti nei musei cittadini (per un totale di 150 schede). 

Di seguito si riporta la scheda editoriale: “La stagione più spettacolare del Barocco genovese, coincidente con l’intera seconda metà del Seicento, ha indubbiamente in Domenico Piola (1628-1703) il rappresentante più significativo. Il contatto con stimoli d’alto livello - dalle proposte di Rubens alla produzione lasciata in città da Giulio Cesare Procaccini, dalla riscoperta degli emiliani rinascimentali (Correggio e Parmigianino) al recepimento delle novità giunte dalla Roma berniniana - rese possibile un precoce legame con il geniale Valerio Castello, formalizzato in una collaborazione che, tra la fine degli anni quaranta e l’intero decennio centrale del secolo, diede vita a una nuova proposta di decorazione. La morte improvvisa di Castello (1659) significò per Piola l’avvio di una lunga stagione di monopolio incontrastato dei maggiori cantieri dell’affresco, aperti in palazzi, ville, chiese e monasteri della città, e di una produzione straordinariamente ingente di pale d’altare e di tele per quadrerie, realizzate con l’apporto dei numerosi membri della sua casa-bottega. La mostra Domenico Piola (1628-1703). Percorsi di pittura barocca, aperta a Palazzo Nicolosio Lomellino dal 13 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018, è la prima esposizione monografica dedicata all’artista: al piano nobile di uno dei palazzi più affascinanti della cinquecentesca Strada Nuova, una cinquantina di opere costituiscono i tasselli di alcuni ‘percorsi’ nella produzione di Piola, dalla ‘maniera di gran forza’ degli esordi al debito nei confronti dei maestri, dal rapporto privilegiato con il naturamortista Stefano Camogli al rinnovo della pala d’altare, dalla capacità di muovere gli affetti attraverso una spiccata propensione persuasiva alla conquista di una maniera ‘dolce e soave’, dal rapporto con l’ambiente degli scultori alla produzione riservata al suo ultimo, importante committente, il banchiere genovese Nicolò Maria Pallavicini residente a Roma. L’esposizione prosegue presso i Musei di Strada Nuova dove non solo è posto in risalto l’importante nucleo di tele piolesche di pertinenza civica ma è anche allestita la sezione di grafica, una cinquantina di fogli estratti dal Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso.

Il catalogo dell’esposizione presenta, attraverso un corposo saggio firmato da Daniele Sanguineti, le ragioni della mostra e un approfondimento dei percorsi tematici, offrendo nel contempo un aggiornamento dello stato degli studi rispetto alla monografia dedicata dallo stesso Sanguineti al pittore, edita nel 2004. La ricca sezione di schede comprende un totale di 150 opere, ossia le cinquanta presenti nella sede del Lomellino, i cinquanta fogli del Gabinetto Disegni e Stampe e le tele esposte nelle sedi museali cittadine, ossia, oltre ai Musei di Strada Nuova, Palazzo Reale, Palazzo Spinola di Pellicceria, Palazzo del Principe, Museo Diocesano, Museo di Sant’Agostino, Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti”.

Depliant 

Si è prodotto un depliant di natura divulgativa, suddiviso in una prima parte dedicata alla focalizzazione dell’artista attraverso una serie di box specifici, di una seconda sezione connessa al supporto puntuale degli itinerari pioleschi nelle chiese, nei palazzi e nei musei e di una terza parte elencatoria degli appuntamenti in città (mostre collaterali e conferenze).

Totem 

Ogni sede museale coinvolta è stata fornita di un totem, esposto all’ingresso, finalizzato a richiamare il legame con la sede principale di Palazzo Lomellino e ad approfondire il nucleo di opere piolesche della specifica collezione.

Programma del convegno 

In occasione del convegno dedicato al pittore (cfr. Azioni di promozione ed eventi), si è stampato, in collaborazione con l’Università di Genova, un programma di sala nel quale sono stati indicati titoli e orari delle 33 relazioni.

Concludiamo infine questa relazione evidenziando che la mostra Domenico Piola 1628 - 1703 Percorsi di pittura Barocca ha raccolto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il riconoscimento di "Rilevante interesse culturale". 

 

Il Presidente Ass. Palazzo Lomellino di Strada Nuova Onlus

Matteo Luigi Bruzzo

 

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